
Le infezioni nosocomiali – cioè contratte durante il ricovero ospedaliero – rappresentano una delle complicanze più gravi e, purtroppo, non rare in ambito sanitario.
Quando un’infezione ospedaliera provoca il decesso del paziente, la questione non riguarda solo l’errore medico, ma anche l’adempimento da parte della struttura dei propri doveri di prevenzione, controllo e vigilanza.
La Corte di Cassazione ha chiarito in più occasioni che la struttura sanitaria è responsabile non solo delle cure mediche in senso stretto, ma anche della sicurezza dell’ambiente ospedaliero e dell’adozione di tutte le misure idonee a prevenire il contagio.
🏥 La responsabilità contrattuale della struttura sanitaria
La Cassazione ha stabilito che la responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente (e, in caso di decesso, dei suoi familiari) ha natura contrattuale ai sensi dell’art. 1218 c.c.
Ciò significa che, una volta avvenuto il ricovero, l’ospedale assume un’obbligazione di protezione nei confronti del paziente, che comprende anche la tutela dell’integrità fisica e della vita.
📌 In questo senso, Cass. Civ., Sez. III, 16 ottobre 2007, n. 21619 ha affermato che la struttura è tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire il rischio infettivo, sia attraverso la sterilizzazione di strumenti e ambienti, sia tramite la vigilanza sul personale e sui materiali utilizzati.
⚖️ Onere della prova nei casi di decesso da infezione ospedaliera
In caso di morte del paziente per infezione nosocomiale, la famiglia del defunto (i congiunti legittimati a richiedere il risarcimento) deve provare:
Il ricovero o la prestazione sanitaria presso la struttura;
L’insorgenza dell’infezione in occasione o a seguito del ricovero;
Il nesso causale tra l’infezione e il decesso del paziente.
Non è necessario che i familiari individuino la specifica negligenza del personale medico: è sufficiente dimostrare che l’infezione è riconducibile all’ambiente ospedaliero.
Come chiarito da Cass. Civ., Sez. III, 19 maggio 2021, n. 13533, il paziente (o i suoi eredi) deve provare il collegamento causale tra il ricovero e l’infezione, mentre spetta alla struttura sanitaria dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a prevenirla.
🧾 Cosa deve provare la struttura sanitaria
La struttura, per andare esente da responsabilità, deve fornire la prova:
Di aver rispettato i protocolli di profilassi e sanificazione;
Di aver mantenuto un ambiente sterile e sicuro;
Che l’infezione si è verificata per una causa imprevedibile o inevitabile, nonostante la corretta applicazione di tutte le misure preventive.
In mancanza di tale prova, la struttura è civilmente responsabile del decesso.
📖 Cass. Civ., Sez. III, 20 luglio 2023, n. 21683, ha ribadito che “in tema di infezioni ospedaliere, l’evento lesivo o mortale costituisce di regola conseguenza di un inadempimento della struttura sanitaria, la quale deve dimostrare l’adozione di tutte le misure di prevenzione necessarie a evitare il contagio”.
Quando la morte è riconducibile all’infezione nosocomiale
Le infezioni ospedaliere più frequentemente associate a eventi letali sono quelle dovute a batteri resistenti (come Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae o Pseudomonas aeruginosa), spesso contratte in reparti ad alta intensità di cura, come rianimazione, ortopedia o chirurgia generale.
La Cassazione ha più volte precisato che, in presenza di un’infezione sviluppatasi durante il ricovero e non spiegabile con fattori esterni o pregressi, la presunzione di responsabilità della struttura è pienamente operante.
Spetta quindi all’ospedale dimostrare che il decesso è dipeso da una causa autonoma, non collegata alla carenza igienico-organizzativa.
👨👩⚖️ Il risarcimento per i familiari della vittima
In caso di decesso per infezione nosocomiale, i familiari del paziente possono chiedere:
Il risarcimento del danno iure hereditatis, per la sofferenza e il danno subito dal defunto prima della morte;
Il risarcimento del danno iure proprio, per la perdita del rapporto parentale e il dolore morale derivante dalla morte del congiunto.
La liquidazione del danno avviene secondo i criteri elaborati dalla giurisprudenza e dalle tabelle milanesi, tenendo conto del grado di parentela e della convivenza con il defunto.
📢 Conclusioni
La morte da infezione nosocomiale rappresenta una delle forme più gravi di malasanità e chiama in causa la responsabilità organizzativa della struttura sanitaria.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione tutela i familiari del paziente, riconoscendo il loro diritto al risarcimento del danno quando l’evento è riconducibile a carenze igieniche o a inadempienze nella gestione del rischio infettivo.
Chi ha perso un familiare a causa di un’infezione ospedaliera può far valere i propri diritti con l’assistenza di un avvocato esperto in responsabilità medica.
Attraverso il litigation funding, è possibile intraprendere l’azione legale senza anticipare spese, pagando solo in caso di risarcimento ottenuto.