
Ho seguito un procedimento per responsabilità medica riguardante un paziente, che chiamerò Sig. “Marco Bianchi” (nome di fantasia), ricoverato presso una primaria azienda sanitaria del Nord Italia per una grave polmonite da SARS-CoV-2.
Il paziente, 62 anni, senza patologie pregresse di rilievo, veniva ricoverato nel novembre 2022 e sottoposto a cure inizialmente adeguate per il quadro respiratorio.
L’insorgenza dell’infezione nosocomiale e l’errore terapeutico
Nel corso della degenza, il Sig. Bianchi sviluppava una infezione nosocomiale da Pseudomonas aeruginosa multiresistente, con evoluzione in sepsi.
L’infezione veniva inizialmente trattata con un antibiotico appartenente a una classe alla quale il batterio risultava resistente. La mancata tempestiva adeguazione della terapia antibiotica, nonostante i dati microbiologici disponibili, determinava un grave danno encefalico, con successivo coma e decesso del paziente nel marzo 2023.
La valutazione medico-legale e il nesso causale
La documentazione clinica veniva sottoposta a valutazione medico-legale.
Il consulente incaricato accertava che:
- il trattamento della polmonite da Covid-19 era stato corretto;
- l’infezione nosocomiale da patogeno multiresistente era stata gestita in modo non conforme alle regole di buona pratica clinica;
- sussisteva un nesso causale diretto tra l’erronea terapia antibiotica, il danno encefalico e il decesso del paziente.
Veniva quindi riconosciuta la responsabilità sanitaria della struttura per l’evento morte.
Il percorso seguito: mediazione e accertamento tecnico preventivo
In via preliminare veniva promossa procedura di mediazione, conclusasi con esito negativo per assenza della struttura sanitaria.
Successivamente veniva introdotto presso il Tribunale di Milano ricorso per Accertamento Tecnico Preventivo ex art. 696-bis c.p.c.
I consulenti tecnici nominati dal Giudice, dopo l’esame della documentazione e lo svolgimento delle operazioni peritali, confermavano le criticità assistenziali e prospettavano una soluzione conciliativa.
L’esito: conciliazione e risarcimento
All’esito dell’ATP, veniva formulata una proposta conciliativa pari a € 300.000,00, oltre al rimborso delle spese legali e di procedura, accettata dalle parti.
La conciliazione ha consentito di ottenere un risarcimento significativo senza affrontare un giudizio ordinario, con pieno riconoscimento della responsabilità della struttura sanitaria.
Conclusioni
Questo caso evidenzia come le infezioni nosocomiali e la gestione inappropriata della terapia antibiotica, specie in presenza di batteri multiresistenti, possano integrare una chiara ipotesi di malasanità risarcibile, anche quando il ricovero avvenga per patologie complesse come il Covid-19.
Se ritieni che un tuo familiare abbia subito un danno a causa di sepsi, infezione ospedaliera o errore terapeutico, puoi contattarmi per una valutazione preliminare del caso.