
La chirurgia bariatrica rappresenta oggi una soluzione efficace per il trattamento dell’obesità grave. Tuttavia, si tratta di interventi complessi che richiedono elevati standard tecnici e organizzativi. Quando tali standard vengono meno, le conseguenze per il paziente possono essere estremamente gravi.
In questo articolo analizzo un caso reale di malasanità (con nomi di fantasia), conclusosi con un risarcimento di €140.000, che evidenzia i rischi connessi ad errori tecnici in sala operatoria.
Il caso: intervento di sleeve gastrectomy e complicanze
La sig.ra Laura Bianchi, 37 anni, si sottoponeva presso una Struttura Sanitaria veneta ad un intervento di sleeve gastrectomy per obesità grave.
L’intervento, inizialmente programmato come procedura routinaria, si complicava già nelle primissime fasi post-operatorie.
In particolare:
- si verificava una deiscenza precoce della sutura meccanica.
- la paziente veniva sottoposta a un secondo intervento chirurgico di revisione.
- insorgeva un grave processo infettivo-infiammatorio.
- si sviluppava una fistola gastrica con perforazione.
La situazione clinica precipitava rapidamente, rendendo necessario un intervento molto più invasivo.
L’aggravamento: gastrectomia totale e conseguenze permanenti
A causa delle complicanze, la paziente veniva sottoposta a:
- laparotomia d’urgenza
- gastrectomia totale (asportazione completa dello stomaco)
- ricostruzione esofago-digiunale
Si tratta di un esito estremamente invalidante, ben diverso dall’intervento inizialmente programmato.
Il decorso post-operatorio risultava ulteriormente complicato da:infezioni sistemiche,versamenti pleurici bilaterali, aria libera in addome ed infezioni urinarie.
Le condizioni attuali della paziente
All’esito dell’intera vicenda sanitaria, la sig.ra Bianchi ha riportato conseguenze permanenti rilevanti tra cui:
reflusso e nausea cronica;
- alterazioni dell’alvo (diarrea alternata a stipsi)
- compromissione della qualità della vita
- importanti esiti cicatriziali
- necessità di controlli medici continui
La valutazione medico-legale ha accertato un danno biologico permanente pari al 30%.
L’errore medico: profili di responsabilità
Dall’analisi della documentazione clinica e dalla consulenza medico-legale sono emersi chiari profili di responsabilità sanitaria.In particolare:
- la deiscenza precoce della sutura è risultata indicativa di un errore tecnico chirurgico;
- la gestione post-operatoria non ha impedito l’aggravamento del quadro infettivo;
- le complicanze non rientravano nel normale rischio prevedibile, ma risultavano evitabili con una corretta esecuzione dell’intervento.
In ambito giuridico, tali condotte integrano una responsabilità della struttura sanitaria ai sensi della normativa sulla responsabilità medica (Legge Gelli-Bianco).
Il risarcimento ottenuto
A seguito della richiesta risarcitoria avanzata in sede stragiudiziale, la controversia si è conclusa con un accordo tra le parti.
La struttura sanitaria ha riconosciuto il danno, liquidando in favore della paziente un importo pari ad € 140.000,00 a titolo di risarcimento.
Il risarcimento ha tenuto conto di:
- danno biologico permanente
- sofferenza fisica e psicologica
- danno estetico
- peggioramento della qualità della vita
Conclusioni
Questo caso dimostra come un intervento considerato di routine possa trasformarsi in una vicenda altamente invalidante quando non eseguito correttamente.
La tempestiva assistenza legale e una solida consulenza medico-legale hanno consentito di ottenere un risultato concreto per la paziente, evitando i tempi e i costi di un giudizio.
Hai subito un caso simile?
Se hai affrontato complicanze dopo un intervento chirurgico o sospetti un caso di malasanità, è fondamentale analizzare la documentazione clinica con un professionista esperto.
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